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TURISMO ROSSO: SULLE ORME DI MAO

TURISMO ROSSO: SULLE ORME DI MAO

By on Feb 7, 2017 in BLOG | 0 comments

TURISMO ROSSO: SULLE ORME DI MAO

di Alessandra Colarizi

Vale oltre 32 miliardi di dollari e coinvolge circa 800 milioni di persone l’anno. E’ il turismo rosso (红色 旅游 Hongse luyou), quello che prevede la visita di luoghi associati alla storia della Rivoluzione comunista e alla resistenza contro l’invasione giapponese. E’ dal 2005 che il governo sostiene attivamente i viaggi “vintage” con l’obiettivo di promuovere l ‘”ethos nazionale “e lo sviluppo socio-economico” delle aree coinvolte, per la maggior parte rurali, arretrate e concentrate nella Cina orientale. Uno sforzo suggellato cinque anni più tardi dalla sottoscrizione della “China Red Tourism Cities Strategic Cooperation Yan’an Declaration” da parte di 13 città (Guang’an, Yan’an, Xiangtan, Jinggangshan, Ruijin, Zunyi, Baise, Shijiazhuang, Linyi, Anyang, Yulin, Qingyang, e Huining).

Oggi sono oltre 100 i siti dedicati alle gesta di Mao Zedong e compagni, mentre l’affluenza ha continuato a crescere vertiginosamente. Dopo un primo picco registrato nel 2011 – anno del 90esimo dalla fondazione del Partito – a livello nazionale, i visitatori nostalgici sono passati dai 670 milioni del 2012 ai 786 milioni del 2013, doppiando il ritmo del mercato turistico interno. Un paio di anni fa il governo ha stanziato oltre 5 miliardi di yuan per migliorare le infrastrutture e costruire nuovi memoriali, mentre le sovvenzioni statali abbattono i costi dei tour, attraendo sempre più giovani. Ma la fede comunista valica anche la Grande Muraglia. Lo dimostra la crescita verticale dei viaggi verso la Russia. Nel 2015 Mosca e Pechino hanno siglato un accordo per promuovere il “turismo rosso” nei due Paesi. Quello stesso anno 200mila cinesi hanno visitato la Federazione sulle orme di Lenin.

Come scrive Luo Rioux in “Marketing the Revolution: Tourism, Landscape and Ideology in China”, “da una parte, il turismo rosso rafforza il potere ideologico dello Stato e del Partito esplorando significativi eventi rivoluzionari, d’altro risulta declinato allo sviluppo commerciale e alla generazione di profitti attraverso la commercializzazione di significativi siti storici collegati alla tradizione comunista”. Dove un tempo Mao e i suoi facevano la rivoluzione oggi impazzano negozi di souvenir e ricostruzioni in costume delle grandi battaglie combattute dal Partito comunista contro i nazionalisti. E’ il “socialismo con caratteristiche cinesi”, bellezza.


YAN’AN (延安)

Viene considerata la culla della rivoluzione comunista, in quanto punto di arrivo della Lunga Marcia intrapresa dalle truppe comuniste dal 16 ottobre 1934 al 22 ottobre 1935. Fino ad allora Yan’an era stata semplicemente un paesino dell’entroterra scavato nella roccia, in un polveroso angolo della regione centrosettentrionale dello Shaanxi. Sono almeno 120 i siti concentrati attorno alla città, compresi il Wangjiaping Revolutionary Museum (延安革命纪念馆), le montagne Fenghuang (凤凰山 base del Comitato centrale del Partito), la collina Baota (宝塔) e le grotte di Yangjia Ling (杨家岭石窑), dove è possibile alloggiare in un hotel ricavato nella roccia. Nel 2013 la città ha attratto 30 milioni di turisti (il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente), due su tre non avevano ancora compiuto 35 anni. Yan’an rientra (assieme a Shaoshan, Zunyi, i monti Jinggang e Nanchang) nella top 5 delle località “rosse” della Cina.


SHAOSHAN (韶山)

Situata nella provincia dello Hunan, ha una popolazione di circa 100mila abitanti ed è la città natale di Mao Zedong (1893-1976). Risulta divisa in 7 aree turistiche per un totale di 82 siti, molti dedicati al Grande Timoniere, tra cui la casa in cui è nato (毛泽东故居) risalente alla dinastia Qing (1644 – 1912), un memoriale ( 毛主席纪念堂), una sala espositiva e il Mao Zedong Memorial Garden (毛泽东纪念园). Shaoshan è nota per alcune specialità culinarie, tra cui la carne affumicata (di maiale, manzo, anatra, montone, pollo e coniglio) e l’hongshao rou (红烧肉) il maiale brasato in salsa rossa tanto amato da Mao.


NANCHANG (南昌)

Con una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, è la capitale della provincia meridionale del Jiangxi. Il 1 agosto 1927 fece da scenario al primo scontro diretto tra comunisti e nazionalisti nell’ambito della guerra civile. Un ammutinamento tra le forze armate del Guomindang – all’interno delle quali vi erano elementi non pienamente fedeli a Chiang Kai-shek – guidarono la cosiddetta Rivolta di Nanchang. L’insurrezione, diretta dai comunisti, portò alla nascita di un embrione di Esercito Popolare di Liberazione. La città offre tutt’oggi diversi siti storici tra cui il quartier generale della Nuova Quarta Armata (新四軍軍部舊址) e il memoriale della Rivolta di Nanchang (八一南昌起义纪念馆).


GUTIAN (古田)

E’ una delle dieci città della contea di Shangshang, provincia del Fujian, nonché il luogo dove, 87 anni fa, Mao teorizzò la natura dell’Esercito Popolare di Liberazione come “esercito di Partito” anziché “esercito nazionale”. Nel 2014 la città ha visto arrivare 2,2 milioni di turisti (il 30% in più rispetto su base annua). Quello stesso anno, la China National Tourism Administration l’ha classificata come sito di classe AAAAA. Tra le attrazioni principali va ricordata la Gutian Conference Memorial Hall (古田会议纪念馆), ex dimora ancestrale della famiglia Liao, costruita nel 1848.


MONTI JINGGANG (井冈山)

Si trovano nei pressi della città di Ji’an (吉安), tra la provincia del Jiangxi e quella dello Hunan. I monti sono noti per essere il luogo di nascita dell’Armata Rossa (ribattezzata Esercito di liberazione popolare nel 1946) e la “culla della rivoluzione cinese”. Dopo che il Guomindang si rivoltò contro il Partito comunista durante il massacro di Shanghai (1927), i comunisti divennero clandestini e furono costretti a rifugiarsi nelle campagne. In seguito all’Insurrezione del raccolto d’autunno a Changsha, Mao Zedong condusse i suoi mille uomini rimasti sui monti Jinggang, dove fu istituito il primo soviet contadino. Durante la Rivoluzione culturale, la zona divenne luogo di pellegrinaggio per le giovani guardie rosse, disposte a compiere il viaggio a piedi per rivivere l’esperienza dei loro predecessori rivoluzionari. Al suo apogeo, 30mila guardie rosse arrivarono in un unico giorno, creando serie difficoltà di approvvigionamento e alloggio. Il flusso umano continuò per due mesi fino a quando il governo non fu costretto a prendere misure per scoraggiare altri arrivi. Nel 1981, un’area di 16,60 kmq venne dichiarata zona protetta, mentre l’anno seguente i monti furono catalogati come zona turistica nazionale prioritaria. Oggi è possibile visitare 29 siti dedicati al “turismo rosso”, tra cui il primo ospedale dell’Armata Rossa. Dal maggio 2004, è operativo un aeroporto domestico.


ZUNYI (遵义)

E’ una città-prefettura della Cina nella provincia del Guizhou, 239 chilometri a sud di Chongqing e 143 chilometri a nord della capitale provinciale Guiyang. E’ qui che nel gennaio 1935 Mao Zedong assunse ufficialmente la leadership del Partito comunista, uscendo vittorioso dallo scontro con la fazione di Bo Gu e Otto Braun (meglio noto con il nome cinese di Li De). L’area ospita il quartier generale dell’Armata Rossa e gli uffici dei leader dell’epoca, dall’ex premier Zhou Enlai al generale Zhu De. Ma non mancano le attrazioni naturalistiche, con le belle formazioni rocciose (danxia) di Chishui (le più estese del genere in Cina), a circa 250 chilometri da Zunyi e facilmente raggiungibili in bus. Il paesaggio del Danxia cinese – di cui le “Montagne Colorate” del Gansu sono la più straordinaria espressione – è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2010.


 

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