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Viaggio in Cina – Maijishan

Viaggio in Cina – Maijishan

By on Feb 5, 2018 in BLOG |

Tra le grotte-tempio che il buddhismo ha lasciato nel suo cammino lungo la Via della Seta, dall’India verso l’estremo Oriente, quelle di Maijishan (麦积山石窟) sono senza dubbio tra le più caratteristiche. Scavate sul fianco del monte omonimo, il cui significato letterale è “Monte del Covone di Grano” vista la somiglianza con un fascio di spighe, le 194 grotte accolgono 7.200 sculture e 1.000 metri quadrati di affreschi, che raccontano lo sviluppo nei secoli dello stile artistico buddhista cinese.

Si presume che le prime grotte siano state scavate durante il periodo detto dei Sedici Regni (304-439), per poi continuare sotto la dinastia dei Wei settentrionali (386-534), i cui sovrani, animati da grande passione religiosa, furono tra i massimi fautori del buddhismo in Cina, come dimostrano altre due celebri grotte-tempio costruite negli anni successivi sotto il loro regno: Yangang, nello Shanxi, e Longmen, nello Henan, entrambe Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si continuò a costruire anche successivamente, tanto che le ultime grotte risalgono alla dinastia Qing (1644-1911).

Il più antico riferimento a una comunità buddhista sul Maijishan si trova nel Gāosēng Zhuàn (Biografie di monaci eminenti, 519 d.C.), dove si descrive l’arrivo nella zona di trecento religiosi al seguito di due monaci, Tanhung e Xuangao. Nei secoli successivi, la zona del Maijishan fu occupata dall’impero tibetano in seguito alla ribellione di An Lushan durante la dinastia Tang: riuscì così a salvarsi dalla grande distruzione dei templi avvenuta in Cina durante la persecuzione antibuddhista dell’845.

L’immagine buddhista più frequentemente rappresentata a Maijishan è quella di Amitābha, il Buddha celestiale descritto in alcuni sutra della scuola Mahāyāna, e particolarmente venerato nell’Amidismo, scuola che qui era evidentemente prevalente. L’ Amitābha più celebre è quello rappresentato nella grotta 98: una statua colossale, alta 16 metri, con accanto due Avalokitesvara, il bodhisattva della grande compassione nella tradizione Mahāyāna.

Da sottolineare, tuttavia, che un segno distintivo delle 7.200 statue di Maijishan (alte da 10 cm fino a 16 metri), fatta eccezione per le statue costruite nel primo periodo, è rappresentato dalla loro tendenza verso l’umanizzazione della divinità, con il loro aspetto affabile che le rende vicine al popolo. Collegate oggi da ripide scalinate, rimane tuttora un mistero come si sia riuscito a scavare grotte in un posto tanto impervio, su di una rupe a strapiombo e ad altezze così vertiginose. Così come rimane un mistero il motivo per cui l’Unesco rifiutò nel 2010 di inserire Maijiashan tra i patrimoni dell’umanità.

NOME CINESE: 麦积山石窟
ALTITUDINE: 1.576 metri slm
ORARIO DI INGRESSO: 9:00-17:00
BIGLIETTI DI INGRESSO: 100 yuan (converti in euro)
COME ARRIVARE: prendere il bus n.34 dalla stazione ferroviaria di Tianshui (45 minuti, 5 yuan converti in euro)
MIGLIOR PERIODO PER UNA VISITA: Aprile-Settembre