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IL MONASTERO DI ZEZHOL

IL MONASTERO DI ZEZHOL

La culla dell'animismo tibetano

E’ uno dei principali e meglio preservati monasteri dell’antica religione tibetana Bon. Arroccato sul monte Zezhol – una delle quattro montagne sacre secondo il culto animista, assieme ai monti Gangdise (Ngari), Benri (Nyingchi) e Meili (nella provincia dello Yunnan) – si trova nella contea Dengqen (丁青县), prefettura di Qamdo, nella Regione Autonoma del Tibet. In tibetano Zezhol (Zizhusi 孜珠寺 in cinese) significa “sei picchi”, chiaro riferimento non solo alla conformazione rocciosa circostante ma anche alle sei perfezioni del buddismo (pāramitā): generosità, moralità, pazienza, vigore, meditazione e saggezza.

Con 3.000 anni di storia alle spalle, la struttura originaria è stata ricostruita intorno alla metà del XIV secolo dal monaco Zengrenkangzhu, completamente distrutta durante la Rivoluzione Culturale e infine ristrutturata negli anni ’80. La leggenda vuole che una volta il Buddha Amitabha, salito sul monte Zezhol per predicare, avesse pronosticato una crescente influenza del monastero nello sviluppo della religione autoctona tibetana. Addirittura, secondo quanto raccontano i sutra, un tempo Zezhol fu scelto dal Bodhisattva Avalokitesvara come dimora.

Quattro collegi buddhisti, istituiti per volere dell’abate (nonché 43esimo Buddha vivente) mettono a disposizione della comunità locale – composta da circa 200 monaci – diversi insegnamenti: studio delle sacre scritture buddhiste, del Bon e alcune forme avanzate di Yoga. Ogni anno, da metà luglio a fine agosto, si tengono danze sacre e la pratica del Pūjā, forma di adorazione rituale che si svolge all’alba e al tramonto attraverso la recitazione delle scritture e un periodo di meditazione comune. Il monastero è inoltre famoso per una danza di gruppo (chiamata “Paradiso e Inferno” (天堂与地狱), praticata ogni dodici anni. Il rituale, effettuato semisvestiti, rappresenta il giudizio di Yama, dio della morte, ovvero il momento in cui il “giudice supremo” dispensa di volta in volta il castigo o la ricompensa per i mortali a secondo della condotta e delle opere compiute in vita.

Il Bön è un’antica religione del Tibet e del Nepal, diffusa anche in alcune aree dell’India, del Bhutan e nelle province cinesi del Sichuan, del Gansu e dello Yunnan. Ha raggiunto la sua massima diffusione nell’area himalayana e subhimalaiana nel VII secolo dopo Cristo. Dopo la diffusione del buddhismo in Asia, si è mescolato con quest’ultimo e oggi sopravvive in una serie di rituali e di usanze considerate compatibili con il buddhismo stesso.

 

 

NOME CINESE: 孜珠寺
POPOLAZIONE: 200
ALTITUDINE: 4.800 metri slm
BIGLIETTO DI INGRESSO: 30 rmb
ORARIO: 8.00-19.00
COME ARRIVARE: dalla stazione di Chamdo (昌都市) prendere il bus giornaliero che parte alle 8.20, (100 rmb, 7 ore) fino a Dengqen (丁青县), poi proseguire in taxi per circa 3 ore fino al tempio.
MIGLIOR PERIODO PER UNA VISITA: giugno-agosto

 

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