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TOP 10 BORGHI


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La Cina di oggi evoca soprattutto immagini di grandi città moderne e tentacolari. Ma viaggiando nel paese sovente capita di incontrare villaggi e borghi pittoreschi, piccoli gioielli abitati per lo più da minoranze etniche in cui è possibile immergersi in un caleidoscopio di culture, architetture, stili di vita e cucine che rendono questo grande paese per certi versi unico al mondo. Ne abbiamo scelti intanto 10 e presto seguiranno altre liste.


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Situato nella contea di Yixian, ai piedi del versante sud-occidentale del monte Huangshan, l’antico villaggio di Hongcun (宏村), con le sue 150 residenze risalenti alle dinastie Ming e Qing, è stato inserito nel 2000 tra i Patrimoni dell’umanità UNESCO. Il villaggio è disposto a formare la figura di un bue: una vicina collina (la Leigang) è interpretata come la testa, mentre due alberi che vi si trovano sopra sarebbero le corna; quattro ponti che attraversano il torrente Jiyin possono essere visti come le zampe e le case del villaggio formano il corpo dell’animale. A Hongcun è stato girato il famoso film La tigre e il dragone.


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Il Tulou (土楼) è un’abitazione contadina collettiva, costruita a fortezza, residenza tradizionale del popolo degli Hakka (kejia in cinese 客家) nella Cina meridionale costruite in gran parte tra il XII e il XX secolo. Nel 2008 l’UNESCO ha inserito queste opere tra i patrimoni dell’umanità. Jiqinglou e il più grande antico tulou  a forma tonda: costruito nel 1419 sotto l’imperatore Yongle della dinastia Ming, è composto da due anelli concentrici, di cui quello esterno alto quattro piani, con 53 camere su ogni livello. Tianluokeng (田螺 坑 土 楼群) è un gruppo di 5 tulou di cui un edificio a pianta quadrata e quattro edifici circolari intorno ad esso. Sono soprannominati “quattro piatti e una zuppa”.


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E’ il più grande villaggio esistente del popolo Miao (苗), un vero museo a cielo aperto: Il “Villaggio delle Mille Famiglie di Xijiang” nella provincia del Guizhou. Si compone di più di dieci villaggi che sono stati a lungo abitati da circa 1.300 famiglie Miao. Il biglietto di ingresso costa 100 yuan e potete immergervi nel mondo di questo popolo che oggi conta quasi 10 milioni di persone che vivono in Cina, nelle province di Guizhou, Hunan, Yunnan, Sichuan, Guangxi, Hainan, Guangdong e Hubei.


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Oltre ad essere uno dei più bei villaggi etnici di tutta la Cina, è anche il più grande e antico villaggio del popolo Dong. Si tratta di Zhaoxing (肇兴) provincia del Guizhou, in cui vi abitano circa mille famiglie in 800 case tradizionali di legno. Le 5 Torri del Tamburo e altrettanti ponti del Vento e della Pioggia rendono questo luogo magico soprattutto durante il Grand Song, il celebre festival di musica folk tipica dei Dong e tramandata di generazione in generazione da oltre 2500 anni.


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L’antica città di Fenghuang (鳳凰) è stata costruita nel 1704 e si trova nell’angolo sud-ovest della parte occidentale della provincia di Hunan, ai piedi di una montagna. Fenghuang significa  ‘Fenice’, il mitico Uccello dal buon auspicio e della longevità che si consuma nel fuoco per rinasce dalle proprie ceneri.La città è così chiamata per via della leggenda di due di questi favolosi uccelli che volandovi sopra trovarono la città talmente bella da appollaiarsi qui e furono riluttanti a lasciarla.


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L’antico villaggio di Huangling (篁岭) ha quasi 600 anni di storia e si trova nella contea di Wuyuan, considerata tra le più belle zone di campagna in Cina. Questo caratteristico borgo è custode di un’antica e affascinante tradizione legata alla civiltà contadina, chiamata shaiqiu (晒秋): ovvero, l’essiccazione al sole di alcuni prodotti agricoli (in particolare, peperoncini, fiori di colza, mais, soia e crisantemi) che comincia il primo giorno d’autunno del calendario cinese.


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A 1.400 metri di altitudine isolato dal mondo, il villaggio di Tuwa sulle rive del lago Kanas è uno dei posti più autentici che potete visitare in Cina, tanto da essere stato eletto tra i sei più bei villaggi cinesi dal China National Geography Magazine. Ci sono due storie diverse sulle origini del popolo Tuwa che popol le 80 case di legno del villaggio. La prima è una leggenda e vuole che siano discendenti dei soldati malati o disabili abbandonati dall’esercito di Gengis Khan. Ma i Tuwa constestano questa leggenda e sostengono di discendere dai russi, che si trasferirono dalla Siberia in Cina circa 500 anni fa.


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La contea di Yuanyang (元阳县) è nota per i suoi meravigliosi campi di riso terrazzati che scendono dai pendii dei Monti Ailao fino alle rive del Fiume Rosso. Costruiti 1300 anni fa a mani nude dalla minoranza etnica degli Hani (哈尼族), abitanti originari di questa regione, sono ancora in uso al giorno d’oggi. Il lavoro dei coltivatori Hani ha disegnato il paesaggio, creando straordinarie forme geometriche e scenari spettacolari, specchi d’acqua e terrazze sospese. Gli Hani hanno sviluppato nel corso di 1300 anni un complesso sistema di canali per portare l’acqua dalle cime delle montagne boscose fino ai campi terrazzati, creando anche un sistema di agricoltura integrata che coinvolge bufali indiani, bovini, anatre, carpe e anguille e sostiene la produzione di riso rosso, coltura principale della zona. Vi sono ben 82 villaggi della minoranza Hani tra i terrazzamenti e le montagne. Jingkou è uno dei più caratteristici.Le risaie terrazzate Honghe Hani sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2013.


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La storia, l’architettura e la cultura di Lijiang differiscono notevolmente da quelle delle altre città cinesi, principalmente per la presenza della popolazione Naxi. Questa etnia, che parla una lingua della famiglia tibeto birmana, ha conservato l’integrità della propria cultura. Lijiang fu fondata nel XIII secolo d.C., al tempo della dinastia Song meridionale (1127-1279), dai discendenti dei governatori Mu, che vi trasferirono il capoluogo della giurisdizione dalla vicina Baisha, situata lungo l’antica “Via del tè”. Le assegnarono il nome di Dayechang e la circondarono di mura e da un fossato.  Nel 1999 Lijiang è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanistà dall’UNESCO.


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Xitang (西塘水乡) è una delle water town cinesi più belle e meglio conservate, con una storia molto antica che risale al periodo delle “Primavere e Autunni” (770 a.C.-476 a.C.) e degli Stati Combattenti (476 a.C.-221 a.C.). Attraversata da nove fiumi, la città si estende su otto sezioni, collegate da vecchi ponti in pietra del periodo Ming (1368–1644) e Qing (1644–1911): un totale di ben 104 ponti e 122 vicoli antichi, alcuni lunghi e stretti, come il celebre vicolo Shipi (68 metri di lunghezza, in alcuni punti 80 cm di larghezza).


* photo credit: foto in alto, Peng Li: Fenghuang.



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